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Aprire una società in Estonia nel 2026: le principali novità fiscali e normative

L’imposta del 2% sugli utili non è mai entrata in vigore e l’aumento al 24% è stato annullato, ma molte altre cose sono cambiate. Una panoramica in linguaggio semplice di tutti gli sviluppi del 2026 rilevanti per l’apertura di una società in Estonia, con l’indicazione dei soggetti interessati da ciascuno di essi.

Aprire una società in Estonia nel 2026 è diverso da quanto descritto nella maggior parte delle guide meno recenti, soprattutto perché diversi aumenti fiscali annunciati non sono mai entrati in vigore. L’imposta del 2% sugli utili societari è stata abolita, l’imposta sul reddito è rimasta al 22% anziché salire al 24% e gli utili lasciati all’interno di una società continuano a non essere tassati a livello societario. Questo articolo esamina, in un linguaggio semplice, ogni cambiamento rilevante, indicando su chi incide ciascuno di essi.

La maggior parte dei cambiamenti si è verificata tra la metà del 2025 e la metà del 2026. Ogni voce qui sotto indica cosa è cambiato, quando è entrato in vigore e cosa significa in pratica per una nuova azienda estone.

Panoramica dei cambiamenti

  • La prevista imposta annuale del 2% sugli utili è stata abolita. Non esiste.
  • È stato annullato anche il previsto aumento dell’imposta sul reddito al 24%.
  • Gli utili lasciati all’interno della società continuano a non essere tassati a livello societario.
  • L’IVA è salita al 24% ed è rimasta a tale livello.
  • I piccoli venditori transfrontalieri dispongono di una nuova opzione di esenzione IVA valida in tutta l’UE.
  • I dati sui titolari effettivi non sono più accessibili a chiunque.
  • Le modifiche ordinarie al registro ora utilizzano modelli predefiniti e vengono elaborate più rapidamente.
  • Gli acquirenti possono esigere una fattura elettronica leggibile da una macchina.
  • Sui piccoli pacchi importati si applica un nuovo dazio doganale di €3.
  • La tariffa per l’e-Residency aumenta il 1º gennaio 2027.

A chi è rivolta questa guida

Ai fondatori che stanno decidendo se registrare una società estone e ai proprietari esistenti che vogliono verificare che le regole non siano cambiate a loro insaputa: non residenti, e-resident e titolari di piccole imprese che desiderano una spiegazione dei cambiamenti priva di gergo fiscale.

L’imposta estone del 2% sugli utili e l’imposta sul reddito del 24% sono state entrambe annullate

La notizia più importante è una tassa che non è mai stata introdotta. Sono state necessarie due decisioni separate per eliminarla, ed è per questo che le due cifre vengono così spesso confuse.

Innanzitutto, il 19 giugno 2025 il Riigikogu ha abolito il pacchetto dell’imposta per la sicurezza e, con esso, la prevista imposta annuale del 2% sugli utili societari, che avrebbe dovuto applicarsi da gennaio 2026. La stessa riforma l’aveva però sostituita con un aumento permanente dal 22% al 24% sia dell’imposta sul reddito delle società sia di quella delle persone fisiche. Successivamente, nel dicembre 2025, il Riigikogu ha annullato anche tale aumento. Entrambi gli aumenti sono stati eliminati e l’aliquota è rimasta al 22%.

Il sistema continua quindi a funzionare come prima: una società estone paga l’imposta sul reddito delle società quando distribuisce gli utili, in misura pari a 22/78 dell’importo netto distribuito. Gli utili non distribuiti, ossia il denaro mantenuto nell’impresa e utilizzato per effettive finalità aziendali, non sono tassati in questa fase.

Chi riguarda: tutti. Se avete letto articoli che annunciavano un’imposta sugli utili del 2% o un’aliquota dell’imposta sul reddito del 24%, sono ormai superati. Il funzionamento pratico delle aliquote è illustrato nella nostra guida alle tasse delle aziende estoni.

Fonte: Riigikogu.

L’aliquota IVA ordinaria dell’Estonia è ora del 24%

L’aliquota IVA ordinaria è aumentata dal 22% al 24% il 1º luglio 2025 e rimane a tale livello. Per gli alloggi resta al 13% e per determinate pubblicazioni al 9%.

È un dettaglio facile da trascurare: molti modelli, listini prezzi e strumenti di fatturazione riportano ancora la vecchia aliquota del 22%.

Soggetti interessati: qualsiasi società che venda a clienti estoni e chiunque abbia configurato la fatturazione prima della metà del 2025 senza averla più verificata.

Fonte: Amministrazione fiscale e doganale estone.

Il regime IVA dell’UE per le PMI che effettuano piccole vendite transfrontaliere

Le piccole imprese stabilite nell’UE possono ora utilizzare il regime IVA transfrontaliero per le PMI. In breve, una società che soddisfa i requisiti può applicare l’esenzione IVA per le piccole imprese in altri paesi dell’UE aderenti, senza registrarsi separatamente ai fini IVA in ciascuno di essi.

Due condizioni sono importanti. In generale, il fatturato complessivo nell’UE deve rimanere inferiore a €100,000 e le vendite in ciascun paese devono restare al di sotto della relativa soglia nazionale.

Per utilizzarlo occorre compiere un passaggio preliminare: notificare la propria autorità fiscale nazionale, ricevere un identificativo IVA con il suffisso EX e, da quel momento, presentare un’unica dichiarazione trimestrale che copra le vendite in tutti gli Stati membri, anziché una dichiarazione in ciascun Paese.

Esiste una contropartita. Di norma, una società che applica l’esenzione non può recuperare l’IVA a monte sulle vendite esenti; non si tratta quindi necessariamente della scelta migliore e occorre confrontarla con la normale registrazione IVA.

Soggetti interessati: piccoli venditori con clienti distribuiti in diversi paesi dell’UE.

I dati sui titolari effettivi non sono più pubblici

Dal 10 luglio 2026, le informazioni sui titolari effettivi — le persone reali dietro un’azienda — non sono più accessibili al pubblico generale. L’accesso ora dipende da chi siete e dal motivo per cui ne avete bisogno.

In pratica, gli utenti ora accedono con un’e-ID — una carta d’identità estone, Smart-ID, Mobile-ID o un’altra identità elettronica dell’UE — e l’accesso è concesso per categoria: autorità competenti, soggetti obbligati AML, partner contrattuali e altri in grado di giustificare un interesse legittimo.

Si tratta di un miglioramento della tutela della privacy, non di una riduzione degli obblighi. La società deve comunque identificare i propri titolari effettivi e mantenere aggiornato il registro ogni volta che cambia la proprietà o il controllo. La modifica deriva dalla normativa antiriciclaggio dell’UE e dalla giurisprudenza della Corte di giustizia, secondo cui l’accesso pubblico senza restrizioni non era giustificato.

Soggetti interessati: i proprietari che non gradivano essere pubblicamente rintracciabili e chiunque facesse affidamento sul registro per verificare le controparti.

Fonte: Registro elettronico delle imprese.

Le modifiche ordinarie al registro sono ora più rapide

Nel corso del 2026, il Registro delle imprese elettronico ha introdotto modelli di decisione automatici per le questioni societarie quotidiane: nominare un membro del consiglio di amministrazione, revocarlo, prorogarne il mandato o modificare lo statuto. Invece di redigere e caricare una propria delibera, compilate i campi richiesti e il sistema genera un documento giuridicamente valido.

Il registro ha pubblicato i primi risultati nel giugno 2026 e sono notevoli: le domande presentate utilizzando un modello hanno superato molto più spesso il controllo del registro al primo tentativo, mentre il tempo mediano di elaborazione è sceso a meno di un giorno. Il tempo necessario per preparare il documento è passato da circa 25 minuti a dieci.

La funzionalità rimane in beta e le operazioni complesse continuano a richiedere documentazione adeguatamente redatta o notarile.

Chi riguarda: chiunque apporti una modifica semplice al consiglio di amministrazione o allo statuto.

Fonte: Registro elettronico delle imprese.

I clienti possono ora esigere una vera fattura elettronica

L’Estonia non ha reso obbligatoria la fatturazione elettronica per tutte le fatture del settore privato. Tuttavia, dal 1º luglio 2025, un acquirente registrato nel Registro delle imprese come destinatario di fatture elettroniche può esigere che il venditore invii una fattura elettronica strutturata.

Un PDF inviato come allegato via e-mail non è sufficiente. Una fattura elettronica strutturata contiene dati leggibili da una macchina che confluiscono direttamente nel sistema contabile dell’acquirente. Salvo diverso accordo tra le parti, si applica per impostazione predefinita la norma europea EN 16931.

La stessa riforma ha reso le regole più flessibili anche nell’altra direzione. Dal 2019 gli enti pubblici erano obbligati ad accettare esclusivamente fatture elettroniche; tale obbligo generalizzato è stato sostituito dal principio della scelta dell’acquirente, perciò ora la regola è la stessa sia per gli acquirenti pubblici sia per quelli privati.

Soggetti interessati: le società che vendono a enti pubblici estoni, grandi imprese o soggetti dotati di contabilità automatizzata. Verificate che il vostro software di fatturazione o il vostro commercialista possa emettere e ricevere fatture elettroniche conformi.

Il dazio doganale UE di €3 sui pacchi di modico valore

Dal 1º luglio 2026 l’UE ha abolito l’esenzione dai dazi per i pacchi di valore non superiore a €150 inviati ai consumatori dell’UE da paesi esterni all’Unione. Al suo posto viene introdotto un dazio fisso di €3 per tipologia di articolo, calcolato in base alla voce tariffaria anziché per pacco o per singola unità.

La distinzione è importante. Una scatola contenente cinque magliette identiche comporta un unico dazio di €3, poiché condividono la stessa voce tariffaria. Una scatola contenente una maglietta e un orologio comporta un dazio di €6, poiché si tratta di due articoli diversi. Il dazio si aggiunge all’IVA all’importazione, non la sostituisce, ed è addebitato all’impresa, ossia al venditore, all’importatore o al loro rappresentante, anziché essere riscosso dal cliente al momento della consegna.

La misura è temporanea. Resterà in vigore fino al 1° luglio 2028, dopodiché si applicheranno le tariffe normali a queste merci. Una tassa di gestione separata di circa 2 € per pacco rimane in fase di negoziazione.

Soggetti interessati: chi opera nel dropshipping, vende sui marketplace o importa merci da paesi esterni all’UE. I contratti dovrebbero indicare chiaramente se questo costo è a carico del venditore o del cliente.

Fonte: Amministrazione fiscale e doganale estone.

La tariffa per l’e-Residency aumenta il prossimo anno

È previsto che la tariffa per la domanda di e-Residency aumenti da €150 a €165 il 1º gennaio 2027. Da quella data si applicherà una tariffa fissa, identica sia che la carta venga ritirata in Estonia sia presso un’ambasciata, e uguale anche per rinnovi e sostituzioni. Se avevate comunque intenzione di presentare domanda, farlo prima della fine dell’anno costa leggermente meno.

Gli altri costi di costituzione restano invariati; il quadro attuale è illustrato nella nostra guida al costo di registrazione di un’azienda in Estonia.

Cosa non è cambiato: la tassazione degli utili non distribuiti e distribuiti

Il nucleo del sistema resta invariato. Gli utili non distribuiti non sono tassati a livello societario; gli utili distribuiti sono tassati al momento della distribuzione. La costituzione in Estonia non comporta ancora automaticamente la tassazione estone: se l’attività è realmente gestita da un altro Paese, anche quel Paese può tassarla, indipendentemente da quanto risulta nel registro di Tallinn. La questione è trattata in dettaglio nella nostra guida alla gestione di un’azienda estone dall’estero.

Restano inoltre invariati tre obblighi: tenere una contabilità corretta, presentare una relazione annuale entro sei mesi dalla fine dell’esercizio finanziario e mantenere aggiornati i dati del registro. L’applicazione delle norme è diventata più rigorosa e le aziende che ignorano i solleciti possono essere multate o cancellate dal registro.

Conclusione: vale ancora la pena scegliere l’Estonia?

Nel complesso, l’anno è andato a favore dei fondatori. Gli aumenti fiscali minacciati non si sono concretizzati, il modello fiscale per cui i fondatori scelgono questo Paese è intatto e l’aspetto amministrativo è diventato leggermente più semplice. I costi che sono aumentati — IVA, dazio sui piccoli pacchi — incidono su modelli di business specifici anziché su tutti.

Costituirsi in Estonia resta adatto alle imprese digitali che necessitano di un’azienda nell’UE e intendono reinvestire gli utili. Una struttura puramente formale gestita interamente da altrove resta poco adatta. Stabilire se l’Estonia faccia al caso vostro dipende da dove opera effettivamente la vostra attività, e il nostro servizio di costituzione di un’azienda in Estonia parte proprio da questa domanda.

Domande frequenti

Questa guida è stata preparata dal team di Eesti Firma, incluso Co-fondatore e responsabile legale Ilja Nikiforov, ed è destinata esclusivamente a scopo informativo. Nessuno dei contenuti forniti costituisce consulenza legale, fiscale o finanziaria. Pur avendo fatto il possibile per garantirne l'accuratezza al momento della pubblicazione, leggi e normative possono cambiare. Per assistenza legale personalizzata, contatta direttamente Eesti Firma.